Ristorante Belvedere di Campocecina
Le alpi Apuane:
Le Apuane sono definite Alpi per la loro particolare morfologia. Sono una catena montuosa che si sviluppa all'estremità nordoccidentale della Toscana per un'estensione di circa 400 Km quadrati. In gran parte è composta da formazioni di natura calcarea, è costituita da una dorsale che corre parallela alla costa tirrenica e si innalza fino alla quota massima di 1947 metri con il Monte Pisanino.
La complessa storia geologica di queste montagne, iniziata circa 220 milioni di anni fa, con il loro sollevamento dal fondo del mare, si può leggere nel susseguirsi degli strati rocciosi e nella ricchezza dei giacimenti marmiferi il cui sfruttamento ha ridisegnato nei secoli l'intero paesaggio.
Le Apuane mostrano estesi fenomeni di carsismo sia di superficie che di profondità, oltre 1300 sono le grotte censite, per la maggior parte visitabili solo da esperti, ma tre importanti sistemi carsici sono state attrezzati per il pubblico: la Grotta del Vento, l'Antro del Corchia e la Grotta di Equi.
L'eccezionale varietà della flora e la presenza di molte rarità botaniche, così come una fauna endemica, caratterizzano questo territorio e per la sua salvaguardia e valorizzazione la Regione Toscana ha istituito nel 1985 il Parco che interessa due province, Lucca e Massa Carrara , cinque Comunità Montane: Garfagnana, Media Valle del Serchio, Piana Lucchese, Alta Versilia, Lunigiana e ben sedici Comuni.
Flora
Una delle caratteristiche più sorprendenti delle Apuane è costituita dall'eccezionale varietà della flora spontanea. Dagli arbusti della macchia mediterranea ai boschi di quercia e carpino nero, dalla faggeta alla prateria d'alta quota, dai secolari castagni da frutto al variegato susseguirsi delle fioriture che fanno la loro comparsa già nel mese di febbraio e si protraggono fino ad autunno inoltrato, qui si possono incontrare, nel giro di un'ora e sullo stesso sentiero, una moltitudine di piante appartenenti ad ambienti naturali molto differenti tra loro.
Tutto ciò è possibile grazie alla presenza di particolari microclimi legati all'esposizione dei versanti e ai repentini cambiamenti di quota.
Fauna
Grazie alla tutela offerta dall'area protetta, nel corso degli ultimi anni la fauna selvatica delle Apuane è sensibilmente aumentata nel numero e nella quantità delle specie presenti.
Un segno tangibile di questa nuova fase è dato dal ritorno dell'aquila reale che ora vi nidifica stabilmente. Tra i rapaci diurni sono inoltre presenti il falco pellegrino, il gheppio e la poiana mentre tra i notturni, il gufo, il barbagianni, la civetta e l'allocco sono le specie più diffuse.
Tra i predatori opportunisti è presente il maestoso corvo imperiale e tra gli abitanti delle quote più elevate spiccano sia il gracchio alpino che il ben più raro gracchio corallino, dal caratteristico becco rosso, divenuto simbolo del Parco.
Altre specie interessanti sono il sordone, il codirosso spazzacamino, la pernice rossa e altre ancora, come il torcicollo, il cuculo, il picchio muraiolo o la rondine montana, sono legate alle migrazioni stagionali. Assai numerosi sono i fringillidi e le cincie mentre il picchio verde e quello rosso maggiore risultano ben distribuiti nei boschi più maturi.
I mammiferi sono oggi rappresentati da alcune specie di pipistrelli, da roditori come il ghiro, lo scoiattolo e il moscardino, dalla lepre, dal capriolo e dal cinghiale, mentre tra i predatori, oltre alla volpe, si contano la faina, la donnola, la puzzola, la martora e il più accomodante tasso che si accontenta anche di vegetali.
Il robusto e agile muflone è invece una specie introdotta che tuttavia si è adattata a meraviglia all'mbiente apuano, tanto da essere osservato piuttosto comunemente.
Tra le rarità va segnalata l'arvicola delle nevi, un piccolo roditore giunto in questi luoghi durante gli ultimi eventi glaciali.
Nei torrenti non mancano le trote e tra gli anfibi, oltre alla salamandra pezzata, sono particolarmente degni di nota sia il tritone alpestre apuano che la salamandrina dagli occhiali; altre rarità sono rappresentate dal geotritone e da un insetto, la Nebria apuana, che risulta distribuito in una ristretta area geografica.